Bolle, frammentazione e polarizzazione. La comunicazione in tempo di crisi e i suoi antidoti

Bolle, frammentazione e polarizzazione. La comunicazione in tempo di crisi e i suoi antidoti 29 Maggio 2020

Un Digital Landscape per scoprire come affrontare le prossime sfide nel campo della comunicazione

Bolle, frammentazione e polarizzazione. La comunicazione in tempo di crisi e i suoi antidoti

Nel quattordicesimo Digital Landscape Logotel abbiamo incontrato Ugo Volli, professore emerito di Semiotica del Testo all’Università di Torino. Tra i più importanti semiologi d’Italia, ci ha dato il suo punto di vista su come il COVID-19 abbia cambiato la comunicazione nello stato di crisi.
Non si è trattato di una catastrofe o un rovesciamento, ma di una fase che porta con sé scelte e progresso, grazie anche alle opportunità del #nextworking e a una comunicazione aziendale che deve fare i conti con le tendenze nate durante il periodo di crisi.

Una comunicazione orizzontale e frammentata

Il passaggio dall’aspetto biologico-sanitario a quello sociale è stato un ponte comunicativo che ha visto la rete superare la televisione e i giornali.

Abbiamo assistito all’affermarsi dell’auto-comunicazione di massa, il many-to-many orizzontale e volontario, con il pubblico globale che non si è limitato ad adeguarsi, ma ha reagito cambiando prossemica. Il modello è quello del narrowcasting, tipico dei social network, per il quale la fruizione dei contenuti si frammenta sulla base della cerchia di persone, seguendo parametri di coerenza e familiarità.

Una comunicazione che deve uscire dalle “bolle”

Attraverso i social scegliamo di costruire bolle sociali in cui agiscono attori che condividono opinioni, sapere e territorialità. La rete dà l’illusione della visione completa, quando in realtà mostra quello che è vicino, disintermediato da ciò che è sconosciuto o ha bisogno di una traduzione.

Gli algoritmi guidano il flusso di informazioni, mostrandoci ciò che ci corrisponde. Di fatto si è ancora più accentuato il fenomeno delle “bolle” o “camere dell’eco” che, presentandoci contenuti in linea con i nostri gusti e le nostre preferenze, nascondono tutto ciò che si allontana dalla nostra visione.

Una comunicazione tautologica e polarizzata

La vita comunicativa dentro le bolle ha conseguenze più ampie: ci confina in una dimensione tautologica in cui la fiducia ha preso il sopravvento sull’autorevolezza. E così anche i punti di riferimento più competenti, se diversi da noi, scompaiono dalla nostra vista. Era una tendenza già in atto, ma è stata accelerata dalla crisi legata al COVID-19, accentuando i fenomeni di polarizzazione.

In ottica di #nextworking e di quello che ci aspetta nei mesi a seguire, sarà importante uscire dalle nostre bolle, sociali e aziendali, provare a cortocircuitarle, visitare e creare bolle più interessanti mossi dalla curiosità, un antidoto molto efficace per neutralizzare la polarizzazione.

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