MILAN DESIGN WEEK

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Poetry: le interviste ai designer

Poetry: le interviste ai designer 24 Maggio 2016

Ventuno i designer in mostra a “Poetry – 21 words for…”, l’esposizione di Logotel in scena durante la Milan Design Week. Ne abbiamo intervistato alcuni, chiedendo loro di spiegarci il legame tra la loro opera di design e la poetica che le anima.

Poetry: le interviste ai designer

1. Che cos’è per te “poetry”?

 

Morten Grønning Nielsen: Penso a “poetry” come un simbolo di quanto accade quando una serie di pezzi connessi tra loro forma un’unità che assume un significato incredibilmente importante. C’è qualcosa di bellissimo in questo processo. Come gli atomi in una molecola o le pennellate in un dipinto.

Giijs van Bon: Quando la vita diventa non solo sopravvivere alla tua giornata.

Jin Choi: L’essenza delle parole per descrivere le emozioni o i pensieri.

Michiel Martens: “Poetry” è una forma di bellezza ed essendo molto personale, la si può trovare ovunque.

Arno Mathies & Max Frommeld: “Poetry” è far pensare le persone.

Per Emanuelsson e Bastian Bischoff: Nel migliore dei casi, la buona “poetry” va al di là degli orizzonti delle persone, in termini di sentimenti e di consapevolezze.

Tomas Kral: Quale che siano il modo e la forma, “poetry” per me è ritmo creativo, un modo sensibile di esprimere un’idea.

Luka Or: La capacità di sentire trascendenza dal sentire/guardare/ fare esperienza di qualcosa.

Samy Rio: Per me è un modo di vedere e interpretare le cose che ci circondano e l’ambiente da una prospettiva differente.

Julie Legault: “Poetry” è trovare l’estetica nella praticità.

 

2. Cosa succede quando la poetica incontra il design?

Morten Grønning Nielsen: Concetti sociali intelligenti e pieni di creatività, storytelling e nuove possibilità!

Kristofer Hagbard: Word art

Michiel Martens: Ti sorprendi, dall’aspetto, dal modo di sentirlo, dall’utilizzo o dal concetto del design.

Arno Mathies & Max Frommeld: Storytelling.

Per Emanuelsson e Bastian Bischoff: Nel migliore dei casi qualcosa di nuovo, bello e vero.

Tomas Kral: Il risultato per me è di sicuro un progetto, un oggetto che racconti una storia personale.

Luka Or: Il design è una forma d’arte. Se realizzato correttamente è poesia.

 

3. Dove pensi che la poetica possa essere trovata nel tuo progetto in mostra a “POETRY – 21 words for…” per la Milan Design Week? Perché senti l’urgenza di trasmettere “poetry” nella vita delle persone?

 

Morten Grønning Nielsen: Penso che Happaratus diventi poetico nel momento in cui permette a chi lo usa di interagire con la forma e di combinare il tocco umano con la tecnologia in una nuova forma di ‘hand-made’.

Giijs van Bon: Le persone dovrebbero guardarsi intorno ed essere grate per le piccole cose, per il tempo, lo spazio, per il momento presente.

Jin Choi: “I giganti trasformano il paesaggio mondano in un monumento. Giganti potenti, solenni e monolitici trovano la sorpresa in un paesaggio altrimenti arido e inducono a fermarsi, pensare, sentire.”
(Corriere della Sera, 17 agosto 2010)

Sentiamo il bisogno di trasmettere poetry nella vita delle persone perché è importante il modo in cui viviamo la vita. Non semplicemente una vita, ma una vita piena.

Michiel Martens: Il nostro mondo è così focalizzato sull’aspetto visivo che a volte ci dimentichiamo di avere delle orecchie. I sensi sono fatti per essere stimolati e quando ci si focalizza di più sull’udito (che risiede in una parte differente del cervello) l’esperienza vissuta è totalmente diversa. Nel mio lavoro la poetica trova il modo di emergere attraverso il materiale, la forma, il movimento e il sentimento.
Traggo ispirazione dai fenomeni naturali, dai materiali, dall’artigianato e dalle collaborazioni con gli altri creativi, mi fa interrogare e mi guida verso nuovi lavori.

Arno Mathies & Max Frommeld: La poetica nel nostro progetto è forse quella di invitare le persone a pensare di staccare tutto, prendersi una pausa e semplicemente galleggiare per un po’, allontanandosi da uno stile di vita in costante frenesia.
Per Emanuelsson e Bastian Bischoff: Lo scorrere del tempo ha in sé qualcosa di drammatico. Ha anche qualcosa di affascinante e divertente. Far riflettere le persone oggi è una vera sfida.

Tomas Kral: Nel mio lavoro, la poetica può essere approcciata da diversi punti di vista. Può tradursi nell’associazione di materiali o attraverso il modo di combinare materiali e dettagli; può essere una semplice ispirazione tratta dalla vita quotidiana che io traduco con una piccola modifica in un oggetto al quale aggiungo un pizzico di giocosità.
Nella mia collezione Upgrade, che ho presentato in mostra, la poetica per me risiede nell’idea del riutilizzo di semplice vetro industriale e di vasetti creati industrialmente da macchine per infondere loro un tocco umano grazie a tecniche d’incisione a mano utilizzate comunemente per il cristallo, che danno a queste bottiglie, che di solito buttiamo via, una nuova vita e un nuovo uso.

Luka Or: Per me poetry è il raro momento all’interno di una giornata in cui si sperimenta qualcosa di nuovo ed emozionante. È emozione. Il nostro progetto mira a fornire esperienze nuove e differenti mediante lo stesso oggetto – la matita. Le storie e le emozioni che si generano da queste esperienze sono la nostra poetry.

Samy Rio: Penso che il mio progetto sia poetico per i possibili cambiamenti che ho suggerito attraverso di lui. Cambiare il modo di produrre un oggetto così da cambiare il modo in cui lo percepiamo quando ci viviamo insieme.

Julie Legault: Amino One parte dalla bio ingegneria per porla in un’esperienza di estetica e giocosità, che va al di là dell’insegnamento. La scienza complessa può essere un concetto difficile da connettere all’esperienza al di fuori del contesto accademico e industriale. Utilizzare il design come forma di poetica per afferrare l’incomprensibile, approcciare esperienze scientifiche è vitale per l’espansione e la fusione di arte, scienza e tecnologia.

 

Hanno risposto alle nostre domande:

- Morten Grønning Nielsen (Happaratus)
- Giijs van Bon (Minuted)
- Jin Choi dello studio Choi+Shine (The Land of Giants)
- Michiel Martens (Dig into nature)
- Arno Mathies & Max Frommeld (Folding Boat)
- Kristofer Hagbard (Quirkbot)
- Per Emanuelsson e Bastian Bischoff dello studio Humans since1982 (A Million Times)
- Tomas Kral (Upgrade)
- Luka Or (Rethinking the Pencil)
- Samy Rio (Bamboo)
- Julie Legault (Amino One Personal Biolab)

 

 

Morten Grønning Nielsen e i designer dello studio Choi + Shine hanno presenziato all’evento business “Progettare Emozione – Quando il business ingaggia la poetica” (di cui potete leggere cliccando qui), organizzato da Logotel per i suoi Clienti, illustrando i propri progetti:

 

  

Per tutte le info sulla mostra e i progetti vi consigliamo di visitare il nostro sito www.designpoetry.it e di dare un'occhiata ai social network di Logotel Horizon: 


Per conoscere i prossimi eventi e iniziative Logotel, torna a visitare il nostro sito e collegati sui social network istituzionali di Logotel:

 

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