MILAN DESIGN WEEK

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Poetica nei progetti: le interviste di Poetry

Poetica nei progetti: le interviste di Poetry 07 Luglio 2016

In occasione della mostra “POETRY - 21 words for...”, organizzata da Logotel per la Design Week 2016, abbiamo ascoltato tre diversi punti di vista sulla dimensione poetica dei progetti.

Poetica nei progetti: le interviste di Poetry

 

Che cosa accade quando la poesia incontra il design? Si può interrogare il futuro attraverso le emozioni?

 

Queste le domande fondamentali da cui eravamo partiti per affrontare il percorso in 21 progetti sviluppati da designer internazionali per la Milan Design Week 2016 e approfondire il tema della poetica come metrica dei progetti.

All’interno di un mondo di progettazioni complesse, la poesia (intesa alla lettera, dal greco ποίησις, poiesis “creazione”) deve essere elemento essenziale per offrire esperienze in grado di spiazzare ed emozionare.

 

Molte altre le domande scaturite per tentare di afferrare il concetto di “Poetry” e le sue molteplici applicazioni nei più diversi ambiti, aziendali, artistici, progettuali:

1. Che cos’è la poetica?
2. Perché mettere più poetica nei progetti?
3. Perché le aziende dovrebbero puntare sulla poetica e poesia dei loro progetti?
4. Come possiamo sorprendere, emozionare e spiazzare le persone attraverso il linguaggio visivo?

L’abbiamo chiesto a Giorgio Zanchetti, Professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli studi di Milano; Leonardo Sonnoli, graphic designer e docente di Design Editoriale  all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino; Stefano Maffei, professore associato alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e curatore scientifico della mostra “POETRY – 21 words for…” insieme a Susanna Legrenzi.

 

L’opinione comune è che la poetica utilizzi il linguaggio per creare livelli di testi multipli e differenti, mettendo in risalto una prospettiva diversa che permette di far emergere concetti di novità.

“Poetica è l’arte di creare dal nulla contesti nuovi”, ci racconta Stefano Maffei.
Le aziende dovrebbero utilizzare sempre di più dunque i codici di linguaggio che la poesia offre e rendersi consapevoli della propria sensibilità: per distinguersi “in un contesto in cui tanti fanno la stessa cosa”, afferma Leonardo Sonnoli, “è importante che i manager abbiano un’idea ben precisa di dove andare, di quale sia la strada da prendere”.
Mettere poetica all’interno delle progettazioni può essere un metodo efficace per uscire dagli standard e tornare a creare emozione. Con l'evento business dedicato ai nostri Clienti "When Business Meets Poetry", abbiamo approfondito con manager e imprenditori quali sono le sfide che il mercato richiede di affrontare per non incorrere nell'inconveniente di un appiattimento dei contenuti.
Il risvolto spiazzante, di détournement, che l’aspetto poetico di un progetto riesce a far scaturire in chi vive un’esperienza studiata con questo tipo di sensibilità è quello che la mostra “POETRY – 21 words for…” ha cercato di affrontare durante il suo viaggio alla Milan Design Week, grazie anche alle sessioni di blackout poetry.

 

Perché “la poesia è la strada più lunga, ma anche la più bella ed efficace per giungere all’espressione e alla definizione di un concetto.” (Giorgio Zanchetti)

 

Di seguito le interviste ai nostri ospiti:

 

 

Se invece volete addentrarvi nella nostra Design Week, potete guardare i video della mostra, cliccando qui. 

 

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