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Video: contenuti ed esperienze del futuro

Video: contenuti ed esperienze del futuro 13 Settembre 2016

Le ultime tendenze in campo tecnologico-digitale rendono evidente come il video stia diventando sempre più mezzo prediletto per trasmettere contenuti, per uno storytelling utile e di impatto.

Video: contenuti ed esperienze del futuro

Video: contenuti ed esperienze del futuro

Oggi non cambiano solo le esperienze di acquisto, ma anche le modalità di fruizione dei contenuti spesso guidate dalle nuove generazioni e dai loro modelli di consumo. I Millennials, infatti, stanno modificando non soltanto le dinamiche relazionali che scaturiscono dalla convivenza di diverse generazioni in azienda - di cui abbiamo parlato con Nuove generazioni in azienda e La sfida generazionale su Weconomy – ma anche il modo di accedere a servizi e contenuti. 

Una ricerca diffusa da BuzzMyVideos, l’Online Video Barometer 2016, ha dimostrato come “il 94% degli italiani tra i 18 e i 35 anni sia più propenso agli acquisti online dopo aver visto una video recensione del prodotto da una fonte attendibile e l’82% degli intervistati vorrebbe poter cliccare direttamente dal video per accedere al prodotto pubblicizzato”.

Detto, fatto: gli ultimi trend ci mostrano come il video stia diventando un "canale" stimolante, ad esempio grazie all’avvento di esperienze come Shoppable video, attraverso cui si può facilmente procedere all’acquisto partendo da un video.
Nuovi touchpoint e modalità di conversazione permettono alle aziende di ingaggiare con percorsi inattesi, capaci di creare emozioni e spiazzamento.

Emozione fa rima con interazione, dunque?
Se dell’importanza della componente poetica dei progetti abbiamo parlato a lungo durante la Design Week, attraverso la mostra “POETRY – 21 words for…”, è interessante approfondire come e attraverso quali mezzi possano avvenire l’interazione e il coinvolgimento diretto che porta a emozioni spiazzanti.
In un ambiente visuale ogni giorno più ricco, l’immagine evolve alla ricerca di un contatto sempre più forte con lo “spettatore”. In questo contesto si inserisce il video, che sembra essere diventato il mezzo per eccellenza per veicolare un contenuto nel modo più fluido e immediato.
Quale potere nasconde questo medium e in che direzione si sta muovendo?

Un recente studio di Google ha dimostrato che le abitudini dell’audience nei confronti del mezzo video, specie se contrapposto a quello televisivo tradizionale, stanno cambiando notevolmente.
Ma in che modo quest’evoluzione incide sui brand e sul business?
Non importa di quale genere di piattaforma video stiamo parlando, l’insieme di dati e report sull’argomento ci indicano una strada: la possibilità di comunicare con le nicchie è il modo per giungere a una partecipazione efficace.
I nuovi brand compiono in tal senso uno sforzo per raccontare le storie migliori al target di riferimento adatto, attraverso i canali giusti. Il passaggio al video digitale contribuisce a rendere possibile tali opportunità di narrazione.

All’interno di palinsesti che ibridano forme di comunicazione diverse (testuali, visive, infografiche, etc…) e che restituiscono al lettore temi di suo interesse in modo diverso, il video resta un’unità di contenuto privilegiata per agganciare quella sfera di emozioni che coinvolgono indirettamente anche il business, che sempre più si affida ai video per raccontare servizi e per riportare l’attenzione ancora una volta sulla centralità della persona e del Cliente.
Da una ricerca Cisco si stima che dal 2020 i video costituiranno il 75% del traffico Internet consumer e Nielsen dichiara che il 64% dei responsabili marketing si aspetta che i video domineranno le loro strategie future.

I video si stanno diffondendo e imperversano anche su piattaforme che prima non li prevedevano come mezzo di veicolazione contenuti.
Basti pensare alla storia di Instagram, che da social network unicamente di immagine è passato prima a includere la funzione video per un massimo di 15 secondi (nel 2013, 24 ore dopo il lancio dell’opzione erano state caricate 5 milioni di clip), fino a dare agli utenti la possibilità di pubblicazioni di video più lunghi, di 60 secondi, perché, come spiega questo articolo della Stampa, «sempre di più le persone scelgono i video come modalità per condividere su Instagram la propria creatività ispirazione e momenti di divertimento».

Anche Facebook implementa la funzione video, puntando alla dimensione interattiva e in particolare alla componente live con Facebook Live, nuovo servizio per trasmettere video in streaming in diretta.
E Periscope, app video legata a Twitter, non fa attendere la sua mossa, rinnovando l’esperienza dei video, che verranno conservati oltre le 24 ore previste fino ad oggi e che potranno essere trasmessi attraverso dirette effettuate con droni.

Ma non sono solo i social a creare interesse sul mezzo video.
La realtà virtuale, ad esempio, sta prendendo piede in modo preponderante e Oculus, celebre schermo da indossare sul viso dell’azienda Oculus VR, evidenzia come il visore Samsung Gear sia stato utilizzato da più di 1 milione di persone nel mese di aprile, portando l’azienda a incrementare lo sviluppo di nuovi contenuti.
E i brand non si lasciano sfuggire l’occasione di cavalcare l’onda: McDonald’s trasforma i piccoli box dell’happy meal in visori e IKEA arricchisce l’esperienza di acquisto attraverso un’app che permetterà ai progetti realizzati dall’utente di prendere vita ed essere osservati da ogni angolazione.

 

 

E se i Clienti sono più esigenti, le imprese si attrezzano a soddisfarne i bisogni.
Anche Spotify, nato come servizio musicale digitale, ora punta al video, come si legge in questo articolo di Bloomberg. Con ben 75 milioni di utenti, Spotify accoglie la sfida lanciata dal mercato mediatico di oggi e utilizzerà il video per acquisire nuovi Clienti e convincere gli utenti attuali a utilizzare ancora di più il servizio, “rubando” una fetta di mercato ai concorrenti Youtube e Apple Music. “La musica sarà sempre la più importante, ma i nostri Clienti ci apprezzano e ci richiedono di più”, afferma Tom Calderone, capo dell’azienda.

Mettere al centro i bisogni dei Clienti, ingaggiarli, portarli a bordo e tenerli con sé è sempre stato un bisogno fondamentale al quale ogni Azienda deve rispondere per continuare ad essere scelti, giorno dopo giorno. In un universo di offerte, contenuti e servizi che si muovono in un contesto sempre più liquido e mutevole, si inserisce l’importanza della progettazione di storytelling di valore per comunicare in modo semplice ed efficace la complessità del mondo odierno.
Oggi più di ieri essere efficaci ed efficienti nel modo di raccontare un contenuto significa fornire un servizio che supporti il Cliente e lo aiuti a scegliere e a sceglierci.

Specialmente quando si vive con la sensazione che le novità sui device di supporto video siano proprio dietro l’angolo o forse, è il caso di dire, dietro uno schermo.

 

 

 

 

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