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6 libri da mettere in valigia

6 libri da mettere in valigia 12 Agosto 2016

Le buone vacanze si fanno anche con le buone letture: ecco qualche consiglio da seguire per pagine dense di valore, dal processo creativo alle diverse percezioni del tempo fino al concetto di caos.

6 libri da mettere in valigia

Logotel | Summer 2016

Siamo ormai giunti ad agosto. Per chi non è ancora partito, le valige sono aperte sul letto, i vestiti sparpagliati e pronti a dare rompicapi sulle possibili combinazioni e colonne di libri si formano sulla scrivania in attesa della rigida selezione dei 10 Kg/55x40x20 cm.

Ma se per i vestiti non possiamo aiutarvi, siamo però, forse, in grado di farvi evitare di incorrere in extra fees al check-in per eccesso di bagaglio (culturale).
Questi sono alcuni dei libri che potrebbero tornarci utili nei prossimi mesi.
Perchè “in un’era di velocità [...] nulla è più rinvigorente di procedere lentamente. In un’era di distrazione, nulla sembra più lussuoso di prestare attenzione. E in un’era di costante movimento, nulla è più urgente di stare fermi”, ci ricorda Pico Iyer, nel suo The art of stillness. 

Partiamo dall’inizio. Ma proprio dall’inizio! Com’è nato il genere umano e come si è evoluto? Impresa difficile da condensare in un unico libro. Noah Yuval Harari riesce a farlo con Sapiens: A Brief History of Humankind in 400 pagine, iniziando dalla preistoria, passando per le civiltà antiche e arrivando ai nostri giorni, descrivendo come tecnologie che sono adesso agli albori (pensiamo all’ingegneria genetica o all’intelligenza artificiale) possano cambiare il futuro della nostra specie. Perchè, come ci ricorda Tucidide, è necessario conoscere il passato per poter comprendere il presente e, nei limiti dell'umano, prevedere il futuro.

Nei limiti dell’umano nel senso di immaginarlo al meglio delle nostre possibilità perchè prevedere i misteri del futuro, come dice Jim Dator, non è possibile. Il futuro non esiste.
Anche comprendere i misteri dell’immaginazione sembra però impresa non facile. “Il mistero è, e rimane, come della semplice materia riesca a dar vita al pensiero, all’immaginazione, al sogno e a tutta la varietà di mentalità, emozioni e intelligenze in azione” scrive Andy Clark in Surfing Uncertainty. Nel suo libro cerca di dare risposta a come esseri materiali e fisici come noi possano essere dotati di coscienza, di stati mentali diversi. Argomento che abbiamo anche toccato nell’ultimo numero di Making Weconomy. Le risposte nel libro di Clark emergono nell’intersezione tra le neuroscienze, la psicologia, l’intelligenza artificiale e la robotica.

The Storm of Creativity spiega invece in modo completamente diverso un’altra delle meraviglie della mente umana: il processo creativo. Anche se ogni produzione creativa gode di una sua specificità, l’autrice Kyna Lesky sostiene che il processo che porta a quella creazione sia universale. Che si sia poeti, artisti, inventori, architetti, scienziati, tutti devono attraversare gli stessi passaggi per scoprire qualcosa che non c’è, tutti devono superare i blocchi d’autore, i fogli bianchi, gli schermi vuoti, la confusione, il dubbio, il caos.
Per dimostrare queste fasi, l’autrice utilizza esempi di pratiche creative che vanno da Klee a Jobs, da scoperte scientifiche a grandi imprese di architettura.

E se dopo tutto questo leggere sugli umani, sulla loro mente e sulla loro creatività, il tempo sembra volato e non ci si spiega come, basta leggere Felt Time, un libro che tratta della psicologia di come percepiamo il tempo. Grazie all’omnipresenza di schermi e connessioni, si è persa la scomodità dell’attesa e “rimuovendo il tedio dell’attesa ci siamo trasformati in sensation junkies”, ci dice l’autore Marc Wittmann. In che modo questo trasforma la nostra percezione di tempo? E in che modo può la noia essere positiva?
Questo libro risulta particolarmente utile se le vacanze non sono state esattamente movimentate...

È arrivato quindi il momento di rientrare al lavoro e rituffarsi nel caos cittadino.

Speriamo con un corpo più riposato e una mente più allenata. E se il caos all’inizio prende il sopravvento, provate a capirne di più prendendo in mano l’ultimo libro di quest’estate, Come Funziona il Caos, di Ivar Ekeland.

E quindi, staccando dal lavoro e avventurandoci in nuovi territori, cerchiamo anche di prenderci dei momenti d’attenzione, creare degli spazi per riorganizzare la mente e ampliare la visione. 

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