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I poster Logotel

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I poster Logotel 27 Maggio 2016

Online l'ultimo dei 12 poster per rappresentare altrettante tematiche all’incrocio tra service design, digital, learning e business networking secondo l’approccio Logotel.

I poster Logotel

Ogni settimana “accendiamo” un poster in cui viene esplorata una dimensione per noi cruciale in fase di progettazione, ideazione e, ancor prima, di metodo.

 

WHEN_____ MEETS_____

È il mantra che ci accompagnerà per tutto il 2016, per rivelare una dimensione inedita, scatenata dall’incontro di aspetti e discipline per noi fondamentali che mettono in luce come, per offrire soluzioni collaborative e di valore, sia sempre più necessario favorire contaminazioni inedite di discipline, talenti e persone che permettano di arricchire, o di cambiare, il nostro punto di vista.

Perché solo dalla “visione” nasce l’originalità. 
Originalità che non è per noi un fine, ma un mezzo. È la cifra per aiutare i nostri Clienti ad essere sempre più competitivi.

Dunque, buona visione...

 

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QUANDO IL CIAO INCONTRA L’HELLO.

Una squadra è fatta di tante persone, con tanti ruoli, tante abilità e tanti background. L'equilibrio tra collaborazione ed efficacia non è sempre così stabile. È però sufficiente riconoscere che non è la diversità in quanto tale che determina il successo o il fallimento di un team ma il modo in cui il team (e ogni suo membro) la gestiscono per trasformare gli obiettivi in risultati. Perché non basta che gli ingredienti siano buoni e genuini. Devono anche andar bene assieme!

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QUANDO IL DIGITALE INCONTRA L'UMANO.

La realtà contemporanea è tecnologicamente mediata. La tecnologia non può però essere un fine ma deve essere un mezzo per raggiungere degli obiettivi e creare esperienze di valore per il Cliente. Punto di intersezione tra l'elemento digital e l'esperienza umana. Nell'era dell'interfaccia, le "P" di Prezzo, Prodotto, Promozione e Punto vendita non bastano più; è necessario integrarle con le "C" di Contatti, Contenuti, Contesti, Conversazioni.
Per definire l'equilibrio tra fisico e digitale serve, quindi, uno scambio continuo e continuato tra progetto e utente. Scambio che rende ogni momento del percorso un prototipo di quello successivo.
Perché ci deve essere una logica dietro la tecnica che si utilizza... dovremmo cercare di essere tutti più tecno-logici!

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QUANDO IL ME INCONTRA IL WE.

Collaborare (oggi) per un'impresa vuol dire condividere i signicati e linguaggi, coinvolgere persone e gestire relazioni produttive per produrre nuovo "valore" dentro e fuori i propri confini, significa cooperare con logiche Auto, Beta e Co, identificando un WHY comune per Co-evolvere.
Trasformando l'organizzazione in organismo. Che assorbe e agisce. Insieme.

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QUANDO IL SERVIZIO INCONTRA IL CONTENUTO.

Siamo circondati da servizi. Servizi che funzionano bene e servizi che funzionano meno bene. Per disegnare customer journey di successo noi utilizziamo il collaborative service design, un approccio sistemico, multidisciplinare e integrativo che aiuta a innovare e a migliorare i servizi, rendendoli più utili, funzionali e desiderabili per i clienti, e più efficienti ed efficaci per le organizzazioni. Perché per fare service design bisogna saper mixare gli ingredienti giusti. Nel contenitore giusto.

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QUANDO L'APPRENDIMENTO INCONTRA LA TECNOLOGIA.

In media guardiamo il nostro cellulare 85 volte al giorno, spendendoci sopra anche più di due ore. E se la tecnologia è penetrata così profondamente nelle nostre azioni quotidiane, non ha cambiato solo come trascorriamo il tempo in metropolitana, ha anche radicalmente modificato il modo in cui apprendiamo. Duplice è stato questo mutamento: uno fisico, grazie all'aumento del numero di strumenti per apprendere, l'altro mentale, che ha trasformato il modo in cui il nostro cervello impara e processa le informazioni. Apprendimento per una mente a quattro dimensioni.

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QUANDO IL RETAIL INCONTRA L'EXPERIENCE.

Come sarà la spesa del futuro? Come saranno le esperienze di acquisto del domani? Ipercompetizione, ibridazione, integrazione dei canali, velocità di reazione ai cambiamenti e opportunità per integrare il modello con servizi, contenuti e strumenti di education. Creare un universo di senso per distinguersi ed essere riconoscibili agli occhi del Cliente.
Perché ogni momento di contatto è un'occasione per costruire valore, essere utili e generare servizio. E quindi vendere.
Grazie alla propria unicità, progettata attraverso il prodotto/servizio (WHAT), la sua comunicazione ed erogazione (HOW) e soprattutto attraverso il motivo (WHY) per il quale il Cliente, esterno e interno, dovrebbe sceglierci.
"Mettersi nei panni di" si configura come forma di talento indispensabile.  

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QUANDO IL PROGETTO INCONTRA IL SENSO.

"Abbiamo sempre fatto così": ecco una trappola per le imprese. Collettive, o individuali.
Leviamocelo dalla testa.
L’impresa deve avere senso, apprendere tutti i giorni, riorganizzarsi sulla capacità dell’innovare. È un progetto di progetti che mutano.
Imparare a disimparare, attivare agilità, accettarsi come "prototipi".
Tuffarsi sempre. Non a bomba, ma di testa.

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QUANDO IL CONTENUTO INCONTRA LA PROGETTAZIONE.

Progettare il content-journey per far emergere il contenuto, con palinsesti disegnati per dare servizio, in multicanalità.
Alla base di tutto, l'originalità come mezzo, non come fine. Ogni messaggio è l'inizio di una nuova possibile conversazione. Usare linguaggi diversi per arricchire il significato. Perché in fondo, anche se si rimane senza parole va tutto bene; ci sono immagini, infografiche, video e sempre nuovi linguaggi da intercettare.

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QUANDO LA BELLEZZA INCONTRA IL SENSO.

Dove abitano, oggi, le emozioni?
Come costruire dimensioni di intensità?
I progetti devono far proprio un forte sensemaking, “costruzione del senso”. Devono generare cambiamenti di stato e percettivi, favorire il “detournement”, lo spiazzamento, qualcosa che non è programmabile. Niente tools per fare questo. Perché se la bellezza non è negli occhi di chi guarda, è certamente nella testa di chi progetta.

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QUANDO IL DESIGNER INCONTRA LA PERSONA.

La persona è al centro delle trasformazioni, sia come soggetto sia come oggetto, scopre nuovi bisogni che il design deve sapere prima intercettare, poi soddisfare. Il design dell'esperienza accompagna il cambiamento, ne estende l'experience, progetta la motivazione, dà forma alla partecipazione.
Senza colpi di testa, ma con contenuti di valore. Sempre metterselo in testa.

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QUANDO IL DESIGN INCONTRA LA STRATEGIA.

Scatenare la produzione di neurotrasmettitori che rafforzano le relazioni: si può fare con il service design? Certo, se si realizzano progetti che generano non solo soddisfazione, ma gratitudine.
Sondare i meccanismi cognitivi che muovono il nostro cervello per giocare con queste dinamiche. O prendersene gioco consapevolmente.
Tra neuroscienze e design, giocolieri-progettisti si diventa.
E per approfondire come l’ossitocina renda fiduciosi ed empatici, rafforzando dunque le relazioni, date un occhio al nostro articolo La gentilezza come servizio.

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QUANDO IL DESIGN INCONTRA LA STRATEGIA.

Il service design richiede un approccio olistico. Con strategia e “visione” si possono trovare nuove strade, soluzioni inedite a progetti complessi, individuare alternative e saper superare l’idea “originale”, facendo evolvere la progettazione e curando la qualità della realizzazione. Vitamina C come “creatività”, perché per realizzare uno spremiagrumi occorre spremersi le meningi. Fino all’ultima goccia.

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