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Disruptive Innovation: Cristina Favini al 10' Consumer & Retail Summit

Disruptive Innovation: Cristina Favini al 10' Consumer & Retail Summit 04 Ottobre 2016

Quando l'innovazione può dirsi realmente "disruptive"? Quando costruisce un valore concreto percepito dalle persone, ne cambia le abitudini e i comportamenti, come sottolinea Cristina Favini nel suo video-speech

Disruptive Innovation: Cristina Favini al 10' Consumer & Retail Summit

Logotel | Cristina Favini | Retail Summit 2016

 

Il 4 ottobre, alla decima edizione del Consumer & Retail Summit nella sede del GRUPPO 24 ORE c'era anche Logotel

Cristina FaviniStrategist e Manager of Design di Logotel, ha introdotto la tavola rotonda dal titolo “Disruptive innovation: servizio, prodotto, comunicazione. Le nuove regole del gioco”.

Ma cos'è, nella visione di Logotel, la "Disruptive Innovation"? E soprattutto, come possono le aziende e le organizzazioni portare a terra innovazione di valore realmente condivisa?

Lo speech di Cristina Favini ha messo in luce spunti e punti di vista che riprendiamo qui sotto e che sottolineano come il Retail sia un’industria “soft”, fatta di relazioni, di persone, persone che innovano.

 

>> Scarica la presentazione di Logotel al Retail Summit (file .pdf, 3 mega)

 

Oggi facciamo cose vecchie in modo nuovo, le nuove generazioni faranno cose nuove in modo nuovo. L’innovazione, la velocità del cambiamento, saranno ancora più rapide.

MA QUANDO L'INNOVAZIONE DIVENTA REALMENTE "DISRUPTIVE"? Disruptive Innovation non è solo tensione al miglioramento continuo ma strappa, cambia, introduce nuovi inizi e nuove regole. Non è solo una buona idea, ma quando questa innovazione costruisce un reale valore concreto percepito dalle persone, se cambia le abitudini, se modifica i comportamenti.

Oggi assistiamo a due grandi correnti:
- razionalizzazione delle reti, aumento dei punti di contatto con i Clienti
- accompagnamento del Cliente in tutta la sua vita, in tutte le fasi della scelta, della scoperta.
Questo anche perché il Cliente è un Cliente spesso confuso, e allora il punto vendita è un punto nevralgico di servizio.

I PUNTI VENDITA E I CANALI DIGITALI
L’e-commerce e i canali digitali, se progettati bene, non sono concorrenti dei punti vendita ma possono informare e produrre scelta, anzi possono fare proprio da fionda al retail cosiddetto tradizionale
Fisico e digitale sono un’unica grande esperienza, che fanno sistema, ma spesso oggi le organizzazioni agiscono ancora in modo parcellizzato.

Come progettisti di servizi, in Logotel ci rendiamo conto che spesso le aziende, per lanciare un nuovo prodotto o un nuovo servizio, sono concentrate sulla scelta, sull’orientamento, sull’accesso, sull’acquisto da parte dei loro Clienti, ma poi non sanno cosa succede dopo che un prodotto o servizio è stato adottato.

LE PERSONE
Tutte le volte che noi innoviamo, tutte le volte che immaginiamo qualcosa di diverso, creiamo uno strappo, un cambiamento. La difficoltà è come “portarlo a terra”: ogni volta che noi innoviamo, dietro a quei servizi, dietro a quel modo di fare gli scaffali in modo di verso, dietro un modello di pagamento diverso, dietro un modello di accoglienza diverso, dietro un modello di delivery diverso, c’è qualcosa di nuovo. Anzi, c’è qualcuno.

Dietro all’abilitazione di contenuti diversi, dietro all’adozione di comportamenti diversi, ci sono Persone. Quindi noi oggi per arrivare ai nostri Clienti finali, per far arrivare l’innovazione che diventa disruptive solo se loro la adottano, dobbiamo considerare che la vera forza prima di tutto è la nostra forza vendita, i nostri primi Clienti. Senza di loro non andiamo da nessuna parte.

LE AZIENDE E LE ORGANIZZAZIONI
Come far adottare nuove regole alla nostra organizzazione, riducendo il time to market, magari superando difficoltà culturali e geografiche?

L’asset più strategico è costruire persone, reti, network, proattive, motivate, partecipi. Non si parla di e-learning, social, ma di come queste persone che devono portare il nostro stile di servizio, i nostri valori ed essere l’elemento di originalità del servizio stesso, possono fare la differenza.
Un servizio si salva se dietro ci sono persone brave.

LE BUSINESS COMMUNITY
Parliamo di progettare sistemi di motivazione individuali e collettivi con obiettivi di business. Parliamo di Business Community.

Parliamo di agilità, di reattività: per esempio, chiediamoci “se faccio una modifica a un’offerta di marketing il martedì, come faccio a far sì che sia in onda, che sia capita, che sia partecipata dalla rete di vendita e già mercoledì sia in onda?”
Attività lanciate sul territorio, con un feedback in 24 ore ci permettono di ridisegnare e di capire cosa non va.
Per parlare con le persone della nostra rete di vendita, possono bastare roadshow territoriali organizzati ogni 6 mesi? Oppure dobbiamo costruire conversazioni e sistemi di contatto quotidiani?

LA MOTIVAZIONE
Il Retail è un’industria “soft”, fatta di relazioni, di persone, persone che innovano.
Abbiamo bisogno di contattarle tutti i giorni. Quando queste persone trovano una motivazione, trovano le energie di farlo.
Non sono gli incentivi economici a farci raggiungere i risultati migliori, ma sono le motivazioni individuali.
Se sono in un negozio, sono dentro a un brand, lo respiro. Non sono da solo in un centro storico, ma sono in un ambiente in cui mi posso confrontare con gli altri.

L'INNOVAZIONE È  FATTA DALLE PERSONE
Le nostre persone, le nostri reti di vendita, sono le nostre avanguardie, dobbiamo conoscere cosa le motiva, che tipo di partecipazione hanno, come farle appassionare.
Nelle nostre community oggi lavoriamo con 3 generazioni e ogni organizzazione è un organismo, quello che vale per un’azienda, per una rete di vendita, non è detto che valga per le altre. È un lavoro che si fa day-by-day.

Se veramente vogliamo introdurre dei cambiamenti che costruiscano dei nuovi inizi, e i nuovi inizi sono quelli che creano senso e vengono adottati, dobbiamo esser pronti ad essere disruptive, a dichiarare il fallimento di vecchie unità di misura.
Perché oggi l’innovazione è fatta da Persone per Persone, quindi la progressione non può essere né aritmetica né geometrica: è umana.

Ecco lo speech di Cristina Favini:

Per vedere il video integrale della tavola rotonda “Disruptive innovation: servizio, prodotto, comunicazione. Le nuove regole del gioco”, clicca qui.

 

 

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